La storia delle mie 16 moto (ho venduto la BMW R 1200 R)

VFR 750F EPOCAIn questi ultimi 3 anni l’ufficio dove lavoro è raggiungibile senza troppo traffico, anche se dista ben 22 km riesco a raggiungerlo in 15 minuti senza traffico e 25 minuti negli orari di punta. Insomma mi sono un po’ impigrito e le moto che ho avuto si sono avvicendate percorrendo ben pochi chilometri. Dopo la vendita della “naked-turistica” BMW R 1200 R, ho appena comprato una Ducati Hyperstrada 821 (un’Hypermotard con cupolino e poche altre minime differenze)

Approfitto quindi del recente distacco dalla BMW per ripercorrere la mia storia motociclistica, perchè dall’età di 16 anni sono sempre stato in sella a qualcosa, principalmente moto, con 2 brevi escursus su alcuni scooter per pochi mesi (li sopporto a malapena…).

Se la memoria non mi inganna, dal 1990:

  1. Honda XL 125 rossa e blu: piccola monocilindrica enduro affidabilissima… ci andavo a scuola con il baulettone dietro, e non penso di aver fatto così il matto in strada con moto ben più veloci, come con questa motina qui! 16-18 anni sono un periodo in cui la testa dà strani comandi alla mano destra…
  2. Honda SC 50 verde: vedevo mio fratello sfrecciare per Roma con il suo… ho voluto provare anch’io a guidare questo microbo (chiaramente modificato per raggiungere gli 80 km/h). L’ho tenuto 3 mesi, il tempo di capire che stavo rischiando la vita ad ogni tombino preso in curva o buca (a Roma non sono poche…).
  3. Honda CB 400N nera con strisce rosse, del 1982: bicilindrica frontemarcia dal look un po’ retrò già all’epoca, faceva i 170 km/h con un consumo attorno ai 20 Km/l. Particolari le ruote scomponibili Comstar resistenti come quelle in lega ed elastiche come quelle a raggi. Ricordo ancora di averla pagata 700 mila lire intorno al 1995. Penso che oggi, volendo cusomizzare una moto per farci una cafè racer, la ricomprerei!
  4. Yamaha XT 600 bianca e rossa: non potevo farmi mancare vero classico delle enduro anni 90! Presa comunque nella versione con avviamento elettrico, in città era veramente divertente e poi il concetto di supermotard non esisteva ancora, per cui l’ho tenuta con le ruote a raggi di grande diametro (21 davanti) e gomme leggermente tassellate, quindi l’aderenza non era delle migliori, così come decisa in curca la spinta al raddizzamento
  5. Kawasaky GPZ 750 nera e grigia: il mio primo 4 cilindri, anche questo stra-usato ma… quanti cavalli, che velocità… all’epoca per me era una cosa impressionante. Il suono al salire dei giri era qualcosa di sconvolgente, e ricordo ancora facesse partire diversi allarmi delle auto grazie anche allo scarico after-market. L’ho stupidamente portata a Milano, al mio primo impiego, per capire che lassù al lavoro si arriva comodamente in metro… ormai anzianotta, l’ho svenduta ad un rumeno, oggi credo ancora giri da qualche parte nell’Europa dell’est.
  6. Malaguti Madison 250 blu: scooter capiente, comodo per andare al lavoro… pensavo dovessi andare sempre in giacca e cravatta. Una volta capito quanto fosse dinamicamente limitato, l’ho venduto subito. Tenuto un anno circa.
  7. Suzuki SV650 S celeste: bicilindrica, con lei ho conosciuto l’abbigliamento tecnico, i viaggi con lo “zainetto” (la ragazza sul sedile di dietro) e la splendida community di SV650.it, tanti amici con cui ho condiviso gite fuori Roma, viaggi, raduni ed eventi. Un’idiota vicino a Porta Portese ha deciso che con il semaforo rosso di poteva passare e me l’ha distrutta.
  8. Suzuki SV650 N nera: via i semimanubri, ho ricomprato subito un’altra Suzukina, troppo divertente ed economica! Con lei sono andato in Croazia ed anche diverse volte in pista, dopo qualche piccola modifica meccanica, con enorme divertimento.
  9. Aprilia RSV 1000 nera: innamorato del bicilindrico, dopo aver provato alcune Ducati e la SV1000, ho preferito il massimo dell’epoca… la superbike RSV 1000 con i suoi 125 TORI, perchè non si possono chiamare cavalli!
    In uscita di curva era imprendibile, potevi aprire il gas e riusciva a scaricare a terra ogni singolo torello. In città la RSV era però inusabile, scaldava come una stufa arrivando a bruciarmi i peli degli stinchi. L’ho tenuta meno di un anno, troppo estrema, ma quella potenza pura sotto al sedere un po’ mi manca.
  10. Yamaha Majesty 400: dopo la scomodità dell’Aprilia mi son concesso 6 mesi su una poltrona ambulante. 🙂
    Arrivata la primavera… il polso destro reclamava cavalli e il cervello le sue dosi di adrenalina.
  11. Yamaha XTX 660 blu: diffuse le prime “motard”, avevo voglia di tornare su qualcosa di alto… e questa era la versione moderna della sempre-verde XT 600. Quasi perfetta in città, soffrivo le vibrazione delle alte velocità nelle gite fuori-porta. Dopo un paio di scivolate per colpa della guida fra gli specchietti un po’ da teppista… l’ho venduta dopo circa un anno.
  12. Triumph Daytona 955 gialla: presa incidentata ad un prezzo minimo, trasformata in SPEED togliendo carene e mettendo manubrio. Dopo un paio di anni l’ho rivenduta anche con un piccolo guadagno. Il primo contatto con il motore a 3 cilindri è stato un assaggio gustoso… per cui ho continuato con altre 2 Triumph!
  13. Triumph Street Triple 675 nera: comprata nuova a KM zero appena uscita sul mercato, mi ha accompagnato per 2 anni veramente intensi, dove ho apprezzato le dote ciclistiche e il motore tricilindrico da 675 cc. Pieno in basso per girare comodamente in città, ma capace di allunghi entusiasmanti, grazie anche al peso ridotto di questa naked.
  14. Triumph Tiger 1050 bianca: naturale evoluzione della Strett verso la comodità, moto strepitosa (il motore 1050, lo stesso della Speed Triple!!!) con la quale si può andare al lavoro in giacca svicolando nel traffico così come andare fortissimo fra i tornanti o tirare lunghi tratti di autostrada grazie alla buona copertura aerodinamica. Comodissima anche in 2.
    Per sopravvenute difficoltà economiche, ho dovuto venderla… ma fra tutte è quella che invece avrei tenuto almeno un altro paio di anni. Oggi, denaro permettendo, una moto simile può essere la Ducati Multistrada (probabile mia prossima moto)… e in generale il segmento della “cross-over sportive” o “endurone-street” da qualche anno si è arricchito, di modelli ed anche di soluzioni tecnologiche (cambio a doppia frizione DCT nelle Honda, sospensioni regolabile e adattive, mappature del motore regolabili dal manubrio, ABS, controllo della trazioni e dell’impennata).
  15. Honda VFR 750 F rc24 bianco perla del 1986 (primo modello!): presa storica nel 2009 quando non avevo più esigenze di girare quotidinamente in moto, per risparmiare su bollo (10€) e assicurazione (90€)… poi è arrivato Renzi e il governo ha deciso di tagliare le agevolazioni delle moto fino a 30 anni (storiche). Per cui mi son trovato in garage una moto anziana… che pagava tutto come una giovane. 🙁
  16. BMW R 1200 R nera, del 2008, comprato usata da concessionario ufficiale BMW con tanto di super-garanzia, ABS e manopole riscaldate come optional.
    Volevo provare il famoso motore bicilindrico BOXER che circola a Roma su tantissime GS 1200 (sembra le regalino… bha), e devo dire che è un gran motore così come la moto, un mezzo onesto ben rifinito con delle sospensioni ottime per gestire le asperità delle strade romane. La sensazione globale però è stata di “pesantezza”, di avere una zona posteriore smisurata. La naked BMW è forse troppo turistica come vocazione, lascia poco margine al divertimento… il cardano non aiuta nella guida al limite e così anche la sospensione anteriore è poco comunicativa (sistema telelever): un vantaggio quando deve comunicarti una buca ma uno svantaggio se usi poco spesso la moto e finisci per non fidarti più di tanto nelle pieghe.
    Sicuramente ottima in 2, non credo ci siano naked con posizione di guida più comoda per pilota e passeggero.

Qualcuno potrebbe pensare che… non ho le idee chiare, che cambio moto troppo spesso (16 mezzi in 27 anni… significa in media meno di 2 anni su ognuno). Acquistando moto usate posso dire che generalmente, con acquisti accorti e vendite senza particolare fretta, sono riuscito a perdere pochissimo denaro fra una moto e l’altra, per cui cambiare moto alle volte è stata una necessità (cambio di tipologia di utilizzo) ma quasi sempre è stata la voglia di provare qualcosa di diverso, una ricerca della perfezione che sappiamo tutti non esistere. Perchè la MOTO TOTALE NON ESISTE, è una frase che si sente spesso perchè è la verità, devi scegliere sacrificando pesantemente uno di questi utilizzi: città, giri nel week-end, viaggi in coppia, pista. Senza contare che qualcuno ha anche voglia di mettere le gomme su strada sterrata ogni tanto.

Magari un giorno avrò spazio in un box per avere più di una moto… e magari le assicurazioni saranno “sul conducente” e non “sul mezzo” (se ci pensate è assurdo che sia il mezzo ad esssere assicurato,  come se si potesse guidare da solo), la tassa di proprietà non ci sarà più, così da non spendere un capitale ogni anno per moto magari da 1000 o 2000 euro di valore.

Qui sotto le foto di alcune mie moto